L'esercito israeliano amplia la manovra in Libano, con cinque divisioni operative nel sud del Paese dei Cedri in una fascia fino a 10 chilometri dal confine e con i bombardamenti dell'aviazione su Dahieh, la roccaforte di Hezbollah a Beirut.
Il Partito di Dio continua a lanciare missili e droni su Israele, prevalentemente intercettati, ma lunedì una casa a Naharyia, a ridosso del confine, è stata colpita, i sei inquilini si sono salvati grazie al rifugio.
In queste ore Idf ha diramato la massima allerta per un'identificata "intensificazione di preparativi di Hezbollah per lanci massicci", presumibilmente come è avvenuto mercoledì scorso quando 200 razzi e droni sono stati sparati in contemporanea. "Stiamo operando per contrastare, ma se Hezbollah commetterà un errore, la risposta non sarà proporzionata'', ha avvertito una fonte militare tramite i media.
Medio Oriente: il violoncello tra le macerie di Beirut, la musica sfida la guerra - Ansa.it
È in questo scenario, che vede sempre più configurarsi l'opzione di un prolungamento della guerra sul fronte libanese indipendentemente dagli sviluppi in Iran, che riappare la figura di Ron Dermer, il consigliere più fidato di Benjamin Netanyahu sui temi di politica estera da vent'anni, come inviato per il dossier libanese.









