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Ultimo aggiornamento: 14:05

Le speranze di terzo mandato per i governatori leghisti tramontano anche nelle Regioni e Province a statuto speciale. La Corte costituzionale ha bocciato la legge statutaria del Trentino – approvata lo scorso aprile – che avrebbe consentito al presidente Maurizio Fugatti di correre per la terza volta per la carica alle elezioni del 2028. In attesa del deposito delle motivazioni, l’Ufficio stampa della Consulta fa sapere che il provvedimento è stato ritenuto illegittimo “per violazione del divieto del terzo mandato consecutivo, costituente un principio generale dell’ordinamento giuridico della Repubblica, in quanto tale vincolante anche la potestà legislativa primaria delle autonomie speciali”.

La legge era stata impugnata dal Consiglio dei ministri il 19 maggio, su input di Forza Italia e Fratelli d’Italia, per violazione della competenza statale in materia di legislazione elettorale: il governo aveva così confermato la linea adottata nei confronti della legge “salva-De Luca” approvata in Campania lo scorso anno (e a sua volta dichiarata illegittima). Sul caso trentino, però, in Cdm si era formata una vistosa spaccatura, con i ministri leghisti che avevano votato compattamente contro l’impugnazione. Il Carroccio infatti sosteneva che le Regioni e le Province a statuto speciale fossero libere di definire le proprie regole elettorali anche in difformità dai principi stabiliti a livello nazionale: una tesi che avrebbe consentito di ricandidarsi anche al governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ma che ora la Corte ha definitivamente rigettato.