PADOVA - Il numero di interventi è in continua crescita, con un boom di quelli fatti con il robot che garantiscono vantaggi per i pazienti: sanguinamenti esigui e poche trasfusioni, degenza ridotta drasticamente, nessuna infezione, complicanze al minimo e miglioramento del risultato finale. Dalla necessità di incrementare tali procedure efficaci e poco invasive, quindi, prende avvio la Scuola robotica di Urologia diretta dal professor Fabrizio dal Moro, cofinanziata dalla Fondazione Cariparo con 190mila euro utilizzati per comprare i materiali, e che vede la collaborazione dell'Ulss 5 di Rovigo. Ogni anno gli specializzandi che potranno accedere saranno una decina.

Ma non è questa l'unica novità che arriva dall'Unità Operativa Complessa Urologia dell'Azienda Ospedale Università, in quanto per il quarto anno la rivista Newsweek l'ha decretata la migliore d'Italia, e in aggiunta detiene il primato veneto di interventi effettuati sia in modo tradizionale (open) che con il robot, con pazienti tra i 4 e gli 83 anni. E in questo scenario sarà proprio il capoluogo del Santo a ospitare a settembre 2026 il prestigioso appuntamento annuale della Società Europea di Urologia. «Siamo nani sulle spalle di giganti», ha osservato ieri lo stesso Dal Moro, riferendosi al professor Francesco Pagano, luminare di livello mondiale che ha guidato il reparto fino al 2005. E per l'attuale direttore ieri la presentazione dell'Academy è stata l'occasione per fare il punto sull'attività insieme al dg Giuseppe Dal Ben e alla presenza di Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo.