VERONA/VICENZA - Erano due atleti, facevano le maratone. Alimentazione bilanciata, stile di vita regolare, sgarri pochissimi. Indossavano la casacca della stessa squadra, domenica 5 ottobre hanno corso insieme ad Arzignano per una dieci chilometri competitiva. Un mese dopo quell'ultima fatica condivisa sono morti entrambi. Il 13 ottobre Anna Zilio, 39 anni, è stata trovata esanime nel suo appartamento di Verona. Mentre domenica scorsa è stata la volta di Alberto Zordan, 48 anni, di Sovizzo (Vicenza). Dal sonno alla morte anche lui, senza sintomi. E con un dubbio enorme che ben due Procure vogliono fugare: quello del doping.

Lei era laureata in Giurisprudenza ma non ha mai esercitato la professione di avvocata, lui invece lavorava come grafico. Entrambi si erano avvicinati al mondo delle maratone e ne erano stati rapiti. C'è un altro punto di contatto tra questi due atleti qualche scalino più su del rango di semplici amatori: l'allenatore. Entrambi erano seguiti da Dario Meneghini, 39 anni, vicentino, laureato in Scienze Motorie, nel 2008 terzo ai campionati Italiani under 23 specialità 1.500 metri. «Sono scosso», si limita a dire lui. «Al momento non voglio aggiungere altro». Lui e Anna Zilio avevano avuto una lunga relazione, che si era interrotta di recente.