Si aspetta il via libera dell’Asp per fare arrivare nei rubinetti dei palermitani i primi cento litri al secondo dell’acqua del fiume Oreto. I monitoraggi dell’azienda sanitaria partiranno entro il mese di novembre, poi si potrà procedere. Intanto, l’Amap potrà raddoppiare la portata dell’ultrafiltrazione in modo da avere a disposizione, a regime, almeno duecento litri al secondo.

«Siamo ottimisti e stiamo procedendo speditamente — dice Giovanni Sciortino, amministratore unico dell’azienda che gestisce il servizio idrico in 47 Comuni dell’area metropolitana di Palermo — I riscontri interni all’azienda sono positivi, in attesa dei dati ufficiali sulla potabilità da parte dell’Asp senza i quali non possiamo andare avanti».

Il progetto da 2 milioni e mezzo di euro, presentato alla Regione, per rendere potabile l’acqua del fiume Oreto ha fatto scattare un piano di manutenzione straordinaria per rendere di nuovo efficiente la sezione di filtrazione a carboni attivi granulari dell’impianto di potabilizzazione Gabriele.

Intanto, c’è già l’ok dell’Asp per l’utilizzo dei primi cento litri al secondo dalla sorgente di Presidiana di Cefalù che presto saranno immessi nelle rete idrica del Palermitano. Il modulo definitivo verrà consegnato, secondo il cronoprogramma dell’appalto, nella primavera del prossimo anno e garantirà circa 500 litri al secondo. Anche in questo caso c’è in campo un grosso progetto di potabilizzazione per oltre 40 milioni di euro di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.