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Ultimo aggiornamento: 8:37
Un’istituzione con una natura giuridica ibrida (metà ente pubblico, metà federazione sportiva) e una funzione così delicata (l’addestramento e il rilascio delle certificazioni per l’utilizzo delle armi), che proprio non trova pace. L’Unione Italiana Tiro a segno è di nuovo nel caos: commissariata da mesi, il reggente aveva annullato le elezioni in attesa di una riforma strutturale, ma una sentenza del Tar ha appena stabilito che la decisione è illegittima e bisogna tornare al voto.
La storia recente dell’UITS è piuttosto travagliata, come dimostra il fatto che ha avuto – per ragioni differenti – tre commissari diversi negli ultimi sette anni: Francesco Soro (oggi potente direttore generale dell’Economia al Ministero di Giorgetti), il colonnello Igino Rugiero e quello attuale, Walter De Giusti, che è anche segretario generale. Poi ci sono gli scandali e i casi di cronaca che hanno accompagnato negli anni le sezioni di tiro affiliate all’ente: l’ultimo, il più clamoroso, nel 2022, il tragico pluriomicidio di Fidene, con un’arma trafugata dal poligono di Tor di Quinto. Tanto per dare il segno del ruolo cruciale che svolge ma anche delle difficoltà.








