Mai più “atti dovuti”. Quei provvedimenti che scattano “a tutela” (così dicono i pm) di chi viene infilato nel registro degli indagati dopo aver ucciso per evidente legittima difesa, sono destinati ai cestini delle cancellerie. Si cambia, finalmente. La formula “omicidio colposo a seguito di eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi”, già di per sé contorta, sarà sciolta. Per legge.

Dal 25 giugno scorso- erano i giorni appena successivi all'uccisione di Michele Mastropietro, il bandito che nelle campagne brindisine aveva ammazzato a pistolettate il brigadiere dei carabinieri Carlo Legrottaglie, prima di essere colpito dal fuoco dei poliziotti giunti a supporto perla sua cattura e poi finiti sotto inchiestagiace tra i faldoni della Camera la proposta di Fratelli d'Italia (sarà presentata domani) firmata dai deputati Galeazzo Bignami, Giampiero Maiorano, Fabio Rampelli, Maria Carolina Varchi e Antonio Baldelli.

ETTORE PAUSINI, CHI È IL PIRATA CHE HA UCCISO LO ZIO DELLA CANTANTE

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L'obiettivo dichiarato è quello di «stoppare la gogna mediatica per chi agisce legittimamente». Perché se è vero che indagato non significa colpevole, è anche vero che vedersi mettere sullo stesso piano dei delinquenti a cui si dà la caccia è quantomeno grottesco. Per non parlare del fatto che il rimborso delle spese legali non è né scontato né integrale (è a discrezione dell'Avvocatura di Stato) anche nel caso si chiuda tutto con un proscioglimento.