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Nel film "Il maestro" è un ex campione che allena un ragazzino negli anni '80. Spiegando un'epoca

"Ho fatto vedere in film a un amico che si chiama Adriano Panatta che mi ha fatto tanti complimenti, mi ha detto che racconta meravigliosamente il mondo del tennis, se non fosse per quella tua volée di rovescio con la padella". Scherza, ma non troppo, Pier Francesco Favino che, protagonista assoluto del film di Andrea Di Stefano Il maestro ambientato in una tarda estate degli anni 80, veste i panni di Raul Gatti. Ovverosia un sedicente ex campione di tennis, forse arrivato addirittura un ottavo di finale al Foro Italico, a cui il padre del piccolo Felice, 13 anni, lo affida, dopo anni di allenamenti duri e regole ferree, per affrontare i tornei nazionali.

Di partita in partita, i due iniziano un viaggio lungo la penisola che, tra metodi un po' curiosi, sconfitte, stanze d'albergo, bugie, incomprensioni e incontri bizzarri, porterà Felice a scoprire il sapore della libertà e Raul a intravedere la possibilità di un nuovo inizio. Tra i due nasce un legame combattuto ma profondo, per certi versi irripetibile. Proprio come quell'estate che arriva una volta sola e non torna mai più.