Il Consolato Generale a Calcutta ha ricevuto conferma che l'agenzia di Milano e l'agenzia nepalese sono riuscite a comunicare con il gruppo dei cinque escursionisti della provincia di Como con cui da giorni non si avevano contatti. I connazionali hanno riferito alla Farnesina di stare bene e che proseguiranno il loro programma, con rientro a Kathmandul’8 novembre.
La squadra di soccorso italiana Avia Mea-Evk2Cnr, partita dall'eliporto di Kathmandu per raggiungere la zona dello Yalung Ri con l'obiettivo di tentare di recuperare i due alpinisti Marco Di Marcello e Markus Kirchler, ma anche il tedesco Jakob Schreiber e i nepalesi Mere Karki e Padam Tamang, è composta da Manuel Munari, capo di Avia Mea, istruttore pilota, che dirige l'operazione in contatto con la Farnesina e il Consolato italiano a Kathmandu, arrivato ieri sera nella capitale nepalese, unitamente a Michele Cucchi, arrivato dalla Piramide Laboratorio Evk2Cnr all'Everest. Gli elicotteri sono due, uno di Simrik Air e uno di Eli Everest.
Il rilevatore Recco in dotazione ai soccorritori, sorvolando il ghiacciaio dello Yalung Ri, ha captato i rilevatori che hanno gli alpinisti che si trovano sotto la neve. Avvistati giacconi da alpinisti e ramponi. La notizia è arrivata dal villaggio ai piedi della montagna: a darla Munari. Oggi il tempo in Nepal era bello e gli sherpa ingaggiati per scavare hanno lavorato tutto il giorno: la neve tuttavia è tantissima, da farinosa che era si sta addensando, rendendo il lavoro più faticoso. In alcuni punti della valanga, l'altezza della neve e anche di dieci metri.











