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Tragedie ineluttabili: ad alta quota un dettaglio può voler dire vita o morte

In ogni spedizione himalayana c'è un momento in cui finisce la competenza e comincia la casualità. Non si tratta di errori, non questa volta: i morti sul Panbari e sullo Yalung Ri non ci raccontano delle imprudenze, ma dei limiti tecnici oltre i quali nessuna preparazione serve più.

Sul Panbari Himal, un seimila a nord del Manaslu che è stato salito per la prima volta nel 2006, il campo uno era stato piazzato a circa cinquemila metri in un sito regolare: pendenza sotto i 25 gradi, terreno riparato, nessun fronte seraccato (ovvero molto esposta a slavine di ghiaccio e sassi). Il capo spedizione, rimasto al campo base per un infortunio, era in contatto radio costante con gli uomini in quota, e le previsioni satellitari (da Mountain Forecast e Meteo Exploration) prevedevano un peggioramento delle condizioni meteorologiche ben due giorni più tardi: venti moderati e possibili nevicate.