Lo scorso anno in Italia sono stati piantati oltre tre milioni di alberi (3.150.935), il 31% in più del 2023 quando ci si era fermati a 2,4 milioni.

A spingere questo incremento sono stati gli interventi effettuati dalle città metropolitane grazie ai fondi Pnrr che sono riusciti a compensare il rallentamento delle iniziative regionali dovuto al passaggio tra due programmi di finanziamento, la conclusione del Psr 2014-2022 e l’avvio del Csr 2023-2027. Questo passaggio aveva pesato anche sul 2023 quando la messa a dimora di nuove piante era calata del 9,6 per cento.

A fare il quadro della situazione è la quinta edizione dell’Atlante delle Foreste, il rapporto annuale realizzato per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Legambiente e AzzeroCO2 (società di consulenza per la sostenibilità e l’energia), in collaborazione con la Compagnia delle foreste.

Il rapporto (che verrà presentato domani, 6 novembre, a Ecomondo) ha censito 294 macro-progetti realizzati su un territorio di quasi 4mila ettari che comprende sia aree urbane sia aree extra-urbane.

In termini economici, i benefici generati dagli alberi messi a dimora nel 2024 (dalla primavera 2024 alla primavera 2025) sarà di 20,7 milioni di euro all’anno per tutta la vita delle piante. Gli effetti positivi sono molteplici e vanno dal contenimento dei cambiamenti climatici (le piante assorbono CO2, il principale gas serra responsabile del surriscaldamento del pianeta) alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Le aree verdi regolano inoltre la qualità dell’aria, mitigano gli eventi estremi, riducono l’erosione del suolo, producono materie prime e alimenti, spingono il turismo e le attività ricreative. «Affinché i benefici siano duraturi - sostiene il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti - c’è però bisogno di un approccio lungimirante: non basta piantare ma bisogna progettare, scegliendo le specie adatte al contesto e garantendo la loro manutenzione nel tempo».