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L’inchiesta esclusiva del Giornale su documenti inediti dimostra che l’Oms temeva più Roma del virus

Dopo sei anni di inchieste giornalistiche e giudiziarie, la commissione d’inchiesta Covid — che le opposizioni non solo non volevano, ma hanno osteggiato in tutti i modi — sta facendo emergere dettagli inquietanti sui primi mesi della pandemia. Il Giornale è entrato in possesso, in esclusiva, della timeline depositata da Ranieri Guerra durante la sua audizione presso la commissione d’inchiesta Covid dello scorso luglio. Un documento che, se confermato, dimostrerebbe al di là di ogni ragionevole dubbio non solo che la farraginosa risposta dell’Italia alla pandemia fu condizionata dal mancato aggiornamento del piano pandemico, ma anche dalla profonda consapevolezza politica della vicenda e da un Oms che si sentiva sotto ricatto del governo italiano.

L’11 maggio, alle ore 15:41, Ranieri Guerra condivide il testo del rapporto coordinato da Francesco Zambon con Cristiana Salvi, capo dell’ufficio comunicazione di Copenaghen, che glielo chiede non avendolo mai visto prima. Guerra le chiede una rapida verifica ed eventuali ulteriori suggerimenti migliorativi, che lei compila e trasmette a Zambon alle ore 22:10 dello stesso giorno.