Molti ora la chiameranno “la madre di Zohran Mamdani”, ma Mira Nair è sempre stata nota finora come una delle più grandi registe al mondo. Nata il 15 ottobre 1957 a Rourkela, nello stato indiano dell'Odisha, unica figlia di un ufficiale dell'Indian Administrative Service e di un'operatrice sociale, Nair è cresciuta in una famiglia di cultura Punjabi e di religione indù: ha studiato prima a Rourkela e Bhubaneswar, per poi iscriversi alla Miranda House, college femminile dell'università di Delhi, e all'università di Harvard negli Stati Uniti, dove nel 1979 si laurea in Visual and Environmental Studies. Dopo interessi iniziali nella recitazione e nel teatro, la donna si rivolge alla regia, attività che interpreta in senso collettivo e collaborativo ("Non sono diventata una fotografa o una scrittrice perché amo lavorare con la gente, è la mia forza. Lavorare con la vita", ha dichiarato).La sua carriera inizia con alcuni documentari che esplorano l'identità tradizionale indiana o anche la vita degli emigrati che dall'India cercano fortuna all'estero, in particolare negli Stati Uniti, vivendo la continua tensione tra la loro cultura d'origine e la nuova dimensione occidentale. È nel 1988 che compie il suo passaggio al cinema di finzione, con l'esordio Salaam Bombay!, sui bambini di strada e le difficoltà della loro infanzia, che si aggiudica la Caméra d'or e il Premio del pubblico al festival di Cannes e una nomination agli Oscar come miglior film straniero. Nei film seguenti, Mississippi Masala (1991) sull'amore tra una giovane indo-americana e un afro-americano e La famiglia Peréz (1995) sulla vita dei rifugiati cubani a Miami, affina il suo stile personale che fonde tematiche sociali e storie personali di vita, amore e relazioni. Affrontando non poche sfide: “[Durante le riprese di Mississipi Masala] mi chiedevano se non potessi fare spazio a un protagonista bianco”, ha rivelato di recente al New York Times: “Quindi mi sono assicurata che tutti i camerieri del film fossero bianchi”.Dopo il film storico e passionale Kamasutra (1996), è però nel 2001 che ottiene la fama internazionale definitiva grazie a Monsoon Wedding: Matrimonio indiano: il racconto di un mirabolante e sconclusionato matrimonio combinato che riunisce i più disparati componenti di una numerosa famiglia Punjabi conquista critica e pubblico, aggiudicandosi il Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia e imponendo Mira Nair come la prima donna a ricevere tale riconoscimento. Girato in appena 30 giorni con una troupe stringatissima e con molti dei componenti della famiglia della regista come comparse, la pellicola guadagna 30 milioni di dollari in tutto il mondo.La regista diventa subito una delle più apprezzate e contese filmmaker al mondo, anche se continua a dedicarsi a progetti molto personali: pare che, per esempio, nel 2006 fosse stata invitata a dirigere uno dei film di Harry Potter, ma fu proprio il figlio Zohran Mamdani a convincerla a girare invece Il destino nel nome (The Namesake), tratto dallo struggente romanzo L'omonimo di Jumpa Lahiri. Tra i suoi titoli più recenti troviamo anche Il fondamentalista riluttante (2012), tratto dall'omonimo romanzo di Moshin Amid. Per tutta la sua carriera non ha mai rinunciato a dedicarsi a tematiche a lei care, come l'identità, la marginalità, il conflitto tra tradizione e modernità, il pregiudizio nei confronti degli immigrati, il ruolo sociale delle donne, senza dimenticare di tingere le sue opere di ironia, fantasia e un pizzico di speranza che spesso passa anche dalla leggerezza, dall'empatia e dalla piena espressione di sé.Nella sua vita privata, dopo un primo matrimonio con il fotografo Mitch Epstein durato una decina d'anni, nel 1991 ha sposato Mahmood Mamdani, professore di origini indo-ugandesi conosciuto mentre faceva ricerche per Mississipi Masala: il loro figlio Zohran è nato quello stesso anno Kampala, Uganda. Quest'ultimo dettaglio non è da poco: nonostante Mamdani abbia compiuto una fulminante carriera politica e il 5 novembre sia stato eletto sindaco di New York (il primo musulmano, il primo di origini sud-asiatiche e il più giovane a ricoprire questa carica) non potrà mai correre alla Casa Bianca, dato che solo i cittadini nati negli Usa possono diventare presidenti.Nonostante ciò, Mira Nair è sempre stata una delle sostenitrici più accanite del figlio, definendosi “la produttrice del candidato” e cucinando biryani di pollo per lui e i suoi sostenitori in campagna elettorale (e anche con video montaggi un po' “boomer” sui social): “Di sicuro il mondo in cui viviamo, ciò che scriviamo e giriamo e pensiamo di esso, è il mondo che Zohran ha assorbito”, ha detto lei al New York Times riguardo all'influenza che il milieu artistico e politico della famiglia ha avuto su Mamdani. Un'eredità complessa e in qualche modo impegnativa, la sua, che il nuovo sindaco di New York cercherà di portare avanti anche grazie a una madre così determinata.
L'importanza nel mondo del cinema (e non solo) di Mira Nair, la celebre regista madre del nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani
La grande filmmaker di Monsoon Wedding ha avuto una grande influenza sul volto nuovo e dirompente della politica americana











