Per la produzione di un pallet (ovvero un bancale in legno destinato alla movimentazione di merci di una certa dimensione e peso) lungo circa 1,2 metri, profondo 80 centimetri e alto 9 centimetri richiede l’emissione di circa 3,25 kg di CO2 equivalente, poco più di quelli necessari per produrre un hamburger (2 kg di CO2) e un po’ più di quanti ne servono per una doccia (0,5 kg), che auspicabilmente tutti facciamo frequentemente.
Saldo tra CO2 emessa e assorbita
Ma un pallet in legno secco ha il vantaggio di essere una sorta di spugna, in grado di stoccare al proprio una quantità di anidride carbonica superiore a quella emessa per la sua realizzazione. Nella fattispecie: un pallet standard, che pesa circa 11,3 kg, immagazzina circa 22 kg di CO2 equivalente. «Il saldo è sempre negativo, nel senso che è positivo, per le caratteristiche intrinseche della materia prima, il legno», spiega Giacomo Goli, docente all’Università di Firenze, che ha realizzato uno studio sui pallet in legno commissionato da FederlegnoArredo e presentato durante la fiera Ecomondo di Rimini, nell’ambito del convegno sul «Contributo degli imballaggi in legno e sughero all’economia circolare alla luce del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR)» organizzato da Assoimballaggi.








