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Ultimo aggiornamento: 17:09
“Non credo ai complotti, non faccio dietrologie, ma leggere nel profilo della pm Giulia Falchi che per lei è “necessario, in primo luogo, difendere il nostro ruolo da quei disegni politici che mirano chiaramente ad intaccare l’efficacia della giustizia”, è inquietante. Questo mi preoccupa“. Nella migliore tradizione del centrodestra, Saverio Romano reagisce alla richiesta di arresto nei suoi confronti accusando di politicizzazione i magistrati che lo indagano. Stavolta a finire nel mirino è Giulia Falchi, 37enne sostituta procuratrice di Palermo, che insieme al collega Andrea Zoppi ha chiesto al gip la custodia cautelare ai domiciliari per il deputato di Noi Moderati e altre 17 persone – tra cui il suo padrino politico, l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro – accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta.
Il pretesto per delegittimare la dottoressa Falchi in questo caso è la sua candidatura con Area, il principale gruppo progressista della magistratura, alle ultime elezioni del Comitato direttivo centrale, il “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati rinnovato a gennaio: Romano estrapola un passaggio della presentazione della pm ai colleghi e lo usa come argomento per insinuare la sua mancanza di imparzialità, spingendo allo stesso tempo la riforma sulla separazione delle carriere voluta dal governo. “Sono uno strenuo difensore della legge appena approvata, perché una delle malattie è il correntismo e serve la responsabilità civile dei magistrati, troppi processi sono finiti nel nulla senza che chi li ha messi in piedi abbia avuto almeno un richiamo, una censura”, dichiara l’ex ministro e sottosegretario, in passato imputato e assolto dall’accusa di concorso esterno a Cosa nostra.







