Trasformare la liquidità delle famiglie in capitali a supporto della crescita europea. Questo attraverso un meccanismo innovativo di cashback. E’ la proposta, denominata “Euro Cashback”, che è emersa oggi al Forum 2025 dell’Associazione italiana private banking (Aipb) tenutosi in Piazza Affari a Milano. Nella proposta, chi sceglie di finanziare progetti per infrastrutture strategiche europee (transizione energetica, digitale e difesa), riceverebbe un credito immediato del 30% dell’importo investito, sotto forma di voucher o token digitale finanziato da debito comune europeo. Almeno metà di questo “Euro Cashback” dovrebbe essere reinvestita in azioni di Pmi quotate nel Paese di residenza dell’investitore, generando così un doppio vantaggio: più capitali privati per i progetti europei e più risorse per le imprese nazionali. «E’ una proposta che ha l’obiettivo di stimolare una riflessione nuova» ha dichiarato a margine dell’evento Andrea Ragaini, Presidente Aipb.

Al centro dell’attenzione ci sono i rapporti Draghi e Letta che hanno insistito in varie forme sulla necessità dell’Europa di crescere. «L’esigenza è di finanziare grandi progetti europei. Questi si possono finanziare con debito pubblico, con soldi privati oppure con una nuova formula, che è oggetto della proposta dell’Euro Cashback, che vede impiegati i risparmi privati ma con un boost – ha spiegato Ragaini -. Questo sistema ha funzionato molto bene con le startup innovative: 100 euro investiti davano il 30% di credito d’imposta immediato. Nel caso di Euro Cashback si tratterebbe di voucher pagati con debito pubblico europeo che possono essere spesi in un solo modo: comperare azioni quotate sui mercati regolamentati nazionali, di società small e mid cap che sono quelle che hanno maggior bisogno di crescere».