La moglie del nuovo sindaco di New York è un’artista (e outsider) che porta diaspora, comunità e giustizia sociale nel cuore delle istituzioni. Anche attraverso la moda
di Giulia Mattioli
Martedì 4 novembre, al party celebrativo presso il Brooklyn Paramount Theater, Rama Duwaji ha compiuto il suo primo atto da First Lady, e lo ha fatto attraverso un look. La moglie del neo eletto sindaco di New York Zohran Mamdani ha scelto un outfit discreto ma tutt’altro che casuale: al contrario, ha portato sul palcoscenico un vero e proprio esercizio stilistico, pensato per incarnare l’inedita combinazione che rappresenta. Prima Gen Z, prima musulmana, la più giovane First Lady che New York abbia mai avuto (ha 28 anni), chiamata a incarnare un nuovo tipo di establishment la cui sfida è essere insieme rivoluzione e istituzione, popolo e Gracie Mansion.
Mentre la sala vibrava di entusiasmo per il nuovo corso politico della città, Mamdani ha sospeso il suo discorso per ringraziare “La mia incredibile moglie, Rama, hayati”. Vita mia. La folla è esplosa, felice di vederla, finalmente, in prima linea. Fino a ieri sera, infatti, Rama Duwaji era rimasta volutamente sullo sfondo della campagna elettorale: nessuna intervista, nessun commento pubblico, giusto un selfie “I voted” su Instagram. E proprio questa scelta la rende oggi un oggetto di curiosità da parte del pubblico e dei media americani: mentre la campagna politica rincorreva l’ultimo voto, lei continuava a modellare ceramica, illustrare, insegnare nei community studios; al posto dei comizi, frequentava atelier, gallerie e qualche front row.












