Roma, 5 nov. (askanews) – Riso Gallo presenta oggi il nuovo Report di Sostenibilità e si prepara a celebrare 170 anni di storia nel 2026. L’azienda è l’unica grande risiera italiana a capitale interamente familiare e a gestione diretta. Negli stabilimenti in Lomellina, dove il riso è lavorato e confezionato, convivono tradizione e tecnologia: metodi artigianali come la pilatura a pietra si affiancano a sistemi all’avanguardia. Da Robbio parte un prodotto verso 80 destinazioni internazionali, sostenuto da 4 consociate operative in Europa e da un export che rappresenta il 40% del fatturato.
In Europa il riso viene coltivato su circa 400.000 ettari e circa la metà di quello consumato sul continente è prodotto sul territorio europeo. L’Italia, in particolare, rappresenta oltre il 50% della produzione europea, concentrata nel Nord. È un comparto costituito per il 95% da piccole e medie imprese.
Dal 2018, con il programma Coltiviamo il Futuro, Riso Gallo ha scelto di costruire una filiera sempre più solida e partecipata e ha stilato il manifesto “Il Riso che Sostiene”, che valorizza un alimento rendendolo un motore di valore condiviso. Negli ultimi anni la rete dei risicoltori aderenti al programma dell’azienda è cresciuta costantemente, passando da poche decine di realtà nel 2019 a oltre 200 aziende agricole nel 2024. Un’alleanza che si fonda sulla Carta del Riso, lanciata nel 2021 e ora evolutasi in una certificazione obbligatoria per le aziende e verificata da un ente terzo. Costruita su regole agronomiche per ridurre l’impatto ambientale, la Carta prevede ad esempio l’uso di sementi certificate alla tutela della fertilità del suolo e l’esclusione del glifosato.






