Il riso si conferma il comparto agricolo che più di ogni altro ha saputo integrare lo strumento assicurativo nella gestione in azienda.
Lo confermano i dati della campagna 2024: con un valore assicurato di 653 milioni di euro (+10,4% rispetto al 2023), che copre pressoché l'intera produzione vendibile, la coltura scala la classifica dei principali prodotti assicurati, al terzo posto dopo uva da vino e pomodoro da industria e al primo tra i seminativi.
Evidente la consapevolezza dei risicoltori nei confronti dei rischi climatici e l'elevata propensione ad attivare polizze assicurative agevolate. È quanto emerge nell'incontro di 'Strumenti e prospettive per la prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso', organizzato da Ismea a Risò 2025, il Festival Internazionale del Riso che ha aperto a Vercelli.
Dal punto di vista territoriale, le polizze agevolate si concentrano per oltre il 99% in termini di valori assicurati al Nord, in particolare nella Pianura Padana, con Piemonte e Lombardia rispettivamente con il 55,6% e il 40,8% dei valori.
Positive anche le superfici coperte, che nella scorsa campagna hanno sfiorato i 175mila ettari, (+6,2% sul 2023), con una media assicurata per azienda di 68,1 ettari, (in generale è di 20,72 ettari); evidente anche il graduale processo di accorpamento fondiario, con il numero di aziende assicurate scese nel 2024 a 2.567 (2.618 del 2023). Quanto ai costi assicurativi, i premi ammontano a 34,2 milioni, con una tariffa media del 5,24%.






