In un’area poco più grande del Trentino-Alto Adige ma con gli abitanti di Palermo appena, il Montenegro è capofila degli Stati che bussano alle porte dell’Unione europea. La Commissione ritiene che il Paese sia in grado di chiudere i capitoli negoziali (le 35 materie in cui un candidato deve allineare la propria legislazione a quella Ue per poter aderire) prima della fine del 2026. Dopodiché si dovrà iniziare a scrivere il trattato di adesione. Se tutto andrà secondo i piani del governo del primo ministro Milojko Spajic, l’ingresso di Podgorica potrebbe avvenire entro due anni.

A stretto giro, al più tardi nel 2030, potrebbe essere la volta dell’Albania: il premier Edi Rama ha stilato un ambizioso calendario con l’obiettivo di chiudere tutti i capitoli negoziali entro la fine del 2027. Per riuscirci, dallo scorso settembre Rama ha fatto spazio tra i banchi del governo a un ministro digitale. Generato con l’intelligenza artificiale, gli è stato dato il nome Diella (“sole”, in albanese) e ha il compito, tutto analogico, di migliorare gli appalti pubblici ed eliminare la corruzione. Diella è una donna, veste in abiti tradizionali ed è appena stato annunciato che «è incinta di 83 figli digitali», ha detto il primo ministro. Diventeranno tutti assistenti parlamentari.