“Mi seguono tanti adolescenti che magari mi vedono come un ‘supereroe’. Cerco di comunicargli che anche io sono stato dalla loro parte. Ho tantissime paure: convivo col timore che questo sogno possa svanire da un giorno all’altro e, nonostante i risultati ottenuti, mi sento un fallito. Ho la concezione di dover fare sempre di più”, ha detto Il Tre in occasione della presentazione del suo prossimo disco, “Anima nera” (“anche nelle anime più pure ci può essere una stanza scura. Ma non è per forza un qualcosa di negativo”), in uscita venerdì 7 novembre. Dopo i progetti “Ali” (certificato Oro) e “Invisibili” (certificato Platino) e la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2024 con il brano “Fragili” (disco di Platino con 31,3 milioni di streaming solo su Spotify), Guido Luigi Senia, in arte Il Tre, torna con un disco che, pur essendo prevalentemente pop, mantiene comunque un’anima rap. L’album, composto da undici tracce, presenta una componente cantautorale e, molte melodie, abbracciano anche il country.

“Tutti i contenuti visivi dell’album sono ambientati in Texas, ad Austin,- ha affermato – anche perché ho un immaginario molto americano. A differenza dello scorso disco, ‘Invisibili’, che era più desolato e freddo e quindi ambientato in Islanda, questo album è sia malinconico, anche perché mi piace la musica triste, che solare”. Una contrapposizione che emerge fin dalla prima traccia, “Noveunouno”. Brano dove l’artista dice che “Non è Sanremo a dirmi le cose che merito”, perché “il Festival è stata una parentesi bellissima ma, in quella settimana, ci sono tante persone che giudicano. E molti sentenziano sulla tua carriera da quei tre minuti di canzone. Per molti sono solo uno sconosciuto che è andato a Sanremo a caso. Invece faccio musica da dieci anni e se sono finito là un motivo ci sta”, ha dichiarato Il Tre.