La campagna referendaria sulla separazione delle carriere è già iniziata, Forza Italia ha fatto festa per strada come se avesse vinto il Milan, le opposizioni hanno promosso un flash-mob sugli scranni del Senato per denunciare la democrazia a rischio: Claudio Petruccioli non le pare una partenza da Circo Barnum? “E’ iniziata malissimo e direi che il paragone col Barnum può essere persino indulgente perché fa pensare semplicemente alla confusione. No, qui siamo oltre: questo referendum, persino più di altri, si presenta come una rissa a chi la spara più grossa, come uno scontro cruento tra due tifoserie, con l’idea che alla fine vincerà chi avrà “menato” con più durezza. Ma così si mettono a rischio i fondamenti di una democrazia”.
Classe 1941, Claudio Petruccioli è uno dei “decani” della sinistra italiana: dopo 30 anni di militanza nel Pci, è stato il braccio destro di Achille Occhetto durante la stagione della “svolta” che portò al Pds, e nel 2005 è diventato presidente della Rai su indicazione dell’Ulivo.
Lei si è iscritto al Pci, quando il segretario era Palmiro Togliatti e da allora ne ha viste tante: perchè è così allarmato?
“Perché trovo raccapricciante la prospettiva di trasformare il referendum in uno scontro centrato su domande assurde: siamo in democrazia o no? Sta arrivando il fascismo o no? Io voterò Sì alla riforma, pur vedendone alcuni limiti, ma credo che a questo punto il risultato della partita referendum sia diventato persino meno importante di come la partita verrà giocata”.






