Non si può pensare al futuro - anzi già al presente - senza riflettere sull’impatto che l’Intelligenza Artificiale avrà. A tutti i livelli. Ha già cambiato, sta cambiando e cambierà ogni tipo di applicazione: dall’industria alla vita di tutti i giorni, passando per la scienza. Ma è proprio nel progresso scientifico, che resta insostituibile, il confronto dialettico, fondamentale per la condivisione delle conoscenze. E qui non c’è IA che possa sostituire quella umana. Nasce da queste premesse il convegno dal titolo “Sviluppo ed evoluzione: pensare al futuro”, organizzato dall’Istituto Lombardo – Accademia di Scienze e Lettere, istituzione scientifica di fondazione napoleonica, il prossimo 10 novembre, a Milano.

Nel corso della giornata si alterneranno numerosi scienziati e relatori, italiani e stranieri, e tra questi Pierluigi Contucci, fisico matematico di fama mondiale, docente all’Università di Bologna, che insieme con il Premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, ha stilato un manifesto per richiamare l’attenzione su una questione sempre più urgente: creare un centro europeo e pubblico di ricerca sull’IA.

Professor Contucci, qual è il tema che affronterà nel suo intervento al convegno organizzato dall’Istituto Lombardo?