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La vittoria della Palma d’oro lo scorso maggio all’ultimo festival di Cannes con il film Un semplice incidente, in uscita giovedì nei cinema italiani, ha reso il regista iraniano Jafar Panahi la seconda persona nella storia del cinema ad aver vinto il primo premio nei quattro principali festival europei, che sono anche i più importanti del mondo: Cannes, Venezia, Berlino e Locarno. A Venezia, Panahi aveva vinto nel 2000 con Il cerchio, a Berlino nel 2015 con Taxi Teheran, a Locarno nel 1997 con Lo specchio.

Non esiste una definizione per questo traguardo, ma con una forzatura lo si potrebbe considerare l’equivalente cinematografico di quello che nel tennis è il Grande Slam, la vittoria dei quattro tornei più importanti (in quel caso, però, nello stesso anno solare), o qualcosa di simile all’EGOT americano (l’aver vinto in carriera un Emmy, un Grammy, un Oscar e un Tony Award). Prima di Panahi solo un altro regista aveva vinto questi quattro premi nella sua carriera: Michelangelo Antonioni, con Il grido (1957), La notte (1961), Il deserto rosso (1964) e Blow-Up (1967).

L’eccezionalità di Jafar Panahi sta anche nel fatto che due di questi premi (l’Orso d’oro per Taxi Teheran e la Palma d’oro per Un semplice incidente) sono stati vinti con film girati di nascosto, cioè senza comunicarlo alle autorità iraniane, in molti casi senza farsi vedere e soprattutto senza inviare la sceneggiatura alla commissione che deve controllare e approvare qualsiasi produzione.