MONSELICE (PADOVA) - «È andato via da casa all’1. Ora non tornerà più». Flora Rainato si sofferma su queste parole, quasi a voler fermare il tempo a quel momento in cui ha visto per l'ultima volta il figlio Mirco uscire dalla loro casa, in via Sabbionara, per andare al lavoro. Un saluto ordinario, quello di ogni giorno, che si è trasformato in un lacerante addio. Mirco Furlin, 47 anni, operaio, ha trovato la morte cadendo da un silos mentre svolgeva dei lavori di manutenzione. Una tragedia che ha spezzato una vita semplice, fatta di lavoro e quell’idea di famiglia unita che contraddistingue la tradizione degli spettacoli viaggianti.
Da poco tempo Mirco aveva iniziato a lavorare con Simone Teobaldini, collega e titolare di una ditta di Monselice, specializzata nell'installazione di grondaie. Si spostavano di cantiere in cantiere, dove serviva il lavoro: ieri (4 novembre) erano a San Martino di Venezze, uno dei tanti luoghi dove prestavano la loro opera. «Era una brava persona, educata», sussurra la madre Flora, originaria di Legnaro, mentre nel grande salotto si radunano parenti e amici. Le parole escono a volte con una normalità che tradisce lo shock, altre volte a fatica, spezzate dal dolore. La famiglia Furlin appartiene ad una grande tradizione di giostrai che ha attraversato generazioni. Mirco, con la madre Flora e suo marito Cesare - scomparso nel 2022 - aveva gestito per anni diverse giostre: la pista quad e il bruco mela, accompagnate da giochi gonfiabili per bambini e un banco di dolciumi. Giravano per le sagre del territorio: Torreglia, Bresseo, Campagna Lupia, Fossò, portando allegria e divertimento nelle feste di paese. Era un mondo che Mirco conosceva fin da bambino, fatto di luci colorate, musica e risate di bambini. Anche se negli ultimi tempi aveva scelto un lavoro più stabile, quel mondo rimaneva parte di lui, come un'eredità preziosa che lo legava alle sue radici.







