ZURIGO – Signori si cambia: il buon vecchio Monopoli diventa un razzo e sale sull'ottovolante delle borse. Dal mercato immobiliare, oggi non proprio con il vento in poppa, passa a quello mobiliare che, nonostante il tonfo del settembre del 2008, fa circolare sicuramente molto di più l'adrenalina. Addio, quindi, agli stabili di via Montenapoleone, a quelli di Times Square e di Piccadilly Circus, benvenute le blue chip e le stock option. I fan di uno dei più noti e popolari giochi di società dovranno, d'ora in poi, rinunciare alle compravendite di case e terreni nei luoghi più prestigiosi per trasformarsi in trader finanziari. Non solo: il gioco diventa molto più veloce: mezz'ora al massimo, visto che oggi la pazienza (e il tempo) per applicarsi ad una sola, estenuante, partita non c'è più.
Questa "rivoluzione" l'ha decisa l'editore statunitense Hasbro, proprietario del marchio del gioco che, dal 1935, ha fatto giocare almeno 750 milioni di appassionati. E così, entro il prossimo Natale, arriverà Monopoly Empire: ed i due dadi, finora impiegati per impossessarsi di proprietà ad uso abitativo e industriale, serviranno per acquisire la maggioranza azionaria di gruppi multinazionali, come l' elvetica Nestlè, le statunitensi Coca Cola, McDonalds e Apple, la coreana Samsung o la gettonatissima eBay. Insomma, Monopoli, seguendo un po' l'onda, entra nel 21esimo secolo, lascia il mattone e si butta su Wall Street. E se finora lo scopo era quello di impoverire gli altri giocatori, sottraendo loro la sostanza immobiliare, oggi diventa quello di arricchirsi il più in fretta possibile, grazie a grossi pacchetti di azioni.






