Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 18:49

Qualche cartellone con l’immagine ‘indiavolata’ del premier israeliano e sotto scritto in grande ‘SATAN-YAHU’ saltava all’occhio anche solo nei servizi dei telegiornali sulla sfida per l’elezione del sindaco di New York. La rappresentazione mediatica dei gruppi più infervorati di sostenitori della corsa del democratico musulmano Zohran Mamdani non lasciava grandi dubbi.

Si dà il caso che il più polemico nickname affibbiato dai Pro Pal a Benjamin Netanyahu sia stato già immortalato dal cantante rap Magic Ali in ‘Satanyahu’s Inferno’ di Popluezy, poi nel brano ‘Satanyahu’ che dà il titolo al nuovo album del cantautore rock Din Ilango, e chissà quante altre volte ancora. Eppure, altro che rapper: nel mondo dello spettacolo le manifestazioni di solidarietà ai palestinesi di Gaza abbattono i confini non solo geografici, ma delle discipline più disparate. L’altra sera, a Milano, per il festival Danae, il raffinato coro di ALOT si è esibito in una rarefatta e quasi mistica rappresentazione che cuciva insieme vari canti sacri delle isole del Mediterraneo. E alla fine degli applausi, subito prima del dibattito con lo scrittore cattolico vicino a CL, Luca Doninelli, due coriste sono uscite di scena per ripresentarsi stendendo una grande bandiera della Palestina.