FRATTA - CRESPINO (ROVIGO) - Entra nel vivo, questo fine settimana, la 24esima edizione delle Giornate della Carboneria, che come ogni anno rievocano le vicende dei carbonari polesani. Il tutto è ambientato nel novembre 1818, quando i carbonari si riunirono cospirando contro la tirannia del governo austriaco. Il luogo dove realmente si è tenuta la cena segreta, è villa Molin-Avezzù, cinquecentesca dimora che sorge nel cuore del centro storico frattense, dove attori e ambientazioni d'epoca portano in scena quella nottata misteriosa, accompagnando i convitati con un menù ottocentesco. Come primo appuntamento, dal 24 al 26 ottobre, si è svolto "Il filo rosso della Carboneria", viaggio a Brno (Repubblica Ceca), in occasione del centenario della fondazione del Museo dei Patrioti Italiani.

Come da diversi anni accade si rinnova il connubio tra Fratta e Crespino dove giovedì alle 21, nell'archivio storico comunale, è previsto l'incontro "Da Crespino allo Spielberg: personaggi e luoghi della Carboneria in Polesine", a cura dello storico Marco Chinaglia, che sarà accompagnato dal presidente del comitato di gestione della biblioteca, Bruno Malaspina.

Da venerdì a domenica, in villa Badoer, sarà possibile visitare la mostra fotografica "La Carboneria a Fratta Polesine", a cura di Francesco Pulga. Venerdì e sabato, alle 20.30, nel salone d'onore di villa Molin-Avezzù, sono in programma i due banchetti carbonari, che prevedono la cena con menù d'epoca e drammatizzazione degli arresti effettuati oltre 200 anni fa.