Il ministero degli esteri serbo ha preso nota "con rammarico" della decisione del governo svedese di rivedere al ribasso i suoi programmi di aiuti alla Serbia, con la motivazione che Belgrado avrebbe problemi per ciò che concerne lo stato di diritto, la libertà dei media e la lotta alla corruzione.

"Tali posizioni, se sono ufficiali, non riflettono la situazione reale nè lo spirito del partenariato instauratosi da anni tra i nostri due Paesi", si legge in un comunicato del ministero degli esteri a Belgrado.

"La Serbia è un paese sovrano che attua le sue riforme sulla base della costituzione, delle leggi e degli impegni europei, e non sotto pressione, condizionamenti o etichette politiche", ha aggiunto il documento. "Il nostro Paese rispetta pienamente il diritto di ogni stato a determinare autonomamente le proprie priorità, ma al tempo stesso si aspetta che la valutazione di processi istituzionali si fondi su fatti obiettivi e verificabili. Nel periodo precedente è stato compiuto un progresso verificabile in numerosi settori che influisce sulla vita quotidiana dei cittadini", afferma il ministero degli esteri serbo, sottolineando di aspettarsi che "ogni valutazione su processii di riforma si basi su indicatori reali e non su narrazioni politiche o interpretazioni mediatiche". Ribadendo la disponibilità della Serbia a collaborare con tutti sulla base del rispetto reciproco e della parità, il ministero conclude che il Paese "prosegue nel suo cammino europeo"