La ferma posizione dell'Italia a favore di una accelerazione del processo di integrazione europea della Serbia e dell'apertura del cluster 3 nel negoziato con Bruxelles, relativo a competitività e crescita inclusiva, è stata sottolineata dall'ambasciatore d'Italia a Belgrado Luca Gori.

In una intervista all'agenzia Tanjug, Gori ha osservato che da tempo la commissione europea ritiene che la Serbia sia tecnicamente pronta all'apertura del cluster 3, e che il problema è convincere tutti gli stati membri della Ue a dare il via libera all'apertura di tale cluster.

"Il cluster 3 col tempo è diventato a suo modo un simbolo. In effetti l'apertura in sè di tale cluster non è una gran cosa, si tratta piuttosto dell'avvio di un nuovo processo di riforme e dialogo con la Ue.

Il cluster 3 è oggi il simbolo della possibilità di riavviare il dialogo e la dinamica dell'integrazione europea della Serbia. Il motivo per cui non è stato ancora aperto sta nel fatto che Belgrado deve convincere tutti i Paesi membri dell'Unione a dare il proprio assenso", ha affermato l'ambasciatore. Negli ultimi 10-12 anni, ha detto Gori, l'allargamento non è stata una priorità per la Ue, mentre dopo l'avvio del conflitto armato in Ucraina tale tema è tornato a essere cruciale nell'agenda europea, e oggi per esso si registra un rinnovato slancio.