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Ultimo aggiornamento: 8:04
“Il mondo ha capito che ci troviamo di fronte a un’emergenza climatica. Ora deve riconoscere di vivere anche un’emergenza di disuguaglianza“. È la conclusione del primo rapporto ad hoc commissionato dalla presidenza sudafricana del G20 a un gruppo di esperti presieduto dal premio Nobel Joseph Stiglitz e composto dall’economista Jayati Ghosh, che come Stiglitz siede nella Commissione indipendente per la riforma del sistema di tassazione riforma della tassazione internazionale delle imprese (Icrict), dalla direttrice esecutiva di Unaids Winnie Byanyima e da Adriana Abdenur, Imraan Valodia e Wanga Zembe-Mkabile. Dopo mesi di consultazioni, il comitato istituito a fine 2024 consegna al forum dei Paesi più industrializzati la descrizione di un’emergenza sistemica. Che andrebbe affrontata con azioni concrete, a partire dalla creazione di un organismo permanente di monitoraggio e indirizzo in grado di misurare i divari, valutarne le cause e orientare le politiche.
Tra il 2000 e il 2024, scrivono gli autori citando dati del World Inequality Lab, l’1% più ricco della popolazione mondiale ha catturato il 41% della nuova ricchezza prodotta, mentre al 50% più povero è andato appena l’1%. In pratica un individuo che sta in cima alla piramide ha visto crescere il proprio patrimonio di 1,3 milioni di dollari, contro i 585 dollari guadagnati in media da chi si colloca nella metà inferiore della distribuzione. Oggi 3.000 miliardari detengono un patrimonio pari al 16% del Pil mondiale. Il primo trilionario, cioè una persona con ricchezza persona oltre i mille miliardi di dollari, è previsto entro il 2035. Intanto 2,3 miliardi di persone, una su quattro, vivono in condizioni di insicurezza alimentare e 335 milioni in più rispetto al 2019 sono costretti a saltare i pasti. Da cosa è dipesa l’inversione di tendenza dopo i progressi degli anni Duemila? Una “tempesta perfetta” di crisi – pandemia, guerre, inflazione, debiti e dazi – che hanno “aumentato la povertà e amplificato la frattura tra ricchi e poveri”.










