Ad Arthur Avenue la comunità italoamericana è divisa. Chiudere gli occhi e votare per un italiano, l’ex governatore Andrew Cuomo, che si presenta da indipendente ma in realtà è un democratico, o sostenere il partito repubblicano e un candidato, Curtis Sliwa, che non ha alcuna possibilità di vincere e non ha avuto neppure il sostegno di Donald Trump. «Io e i miei figli siamo con Sliwa visto che ha fatto tanto per New York. Mamdani è troppo giovane e inesperto e poi dice cose impossibili da fare, come quella dei bus gratis per tutti. Chi li paga?», dice Maurizio mentre chiacchiera con alcuni amici sulla strada davanti al suo parrucchiere. Sembra che Zohran Mamdani, il candidato del partito democratico in testa in tutti i sondaggi, sia sostenuto solo da una piccola parte della comunità: soprattutto i giovani che negli anni si sono spostati dai quartieri storici di Bronx, Brooklyn e Staten Island. «Mia moglie e altri parenti invece votano per Cuomo, proprio per la questione della comunità italoamericana», continua mentre due persone uscite dal macellaio di fianco si fermano e aggiungono: «Noi siamo per Sliwa, siamo repubblicani», dice Marco, che ha un piccolo negozio qui nella vecchia Little Italy del Bronx. «Mamdani farà male al business», secondo i proprietari di una pizzeria al taglio molto famosa nella zona che preferiscono non farsi citare per nome. «Per fortuna non dobbiamo votare, siamo residenti nella contea di Westchester», aggiunge il figlio del proprietario.
New York, il voto italiano: «Cuomo è uno di noi». Ma i giovani sono con Mamdani
Ad Arthur Avenue la comunità italoamericana è divisa. Chiudere gli occhi e votare per un italiano, l’ex governatore Andrew Cuomo, che si presenta da indipendente ma in...











