Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

25 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:20

Se vogliamo capire dove sta andando il vento della Storia, guardiamo a New York. Martedì notte Zohran Kwame Mamdani, 33 anni, figlio della diaspora africana e militante socialista, ha travolto nientemeno che Andrew Cuomo nelle primarie democratiche per la carica di sindaco. Bombe mediatiche, super-Pac da 25 milioni di dollari, endorsement di mezzo establishment: nulla è bastato al vecchio governatore per arginare una marea di giovani, lavoratori precari, donne e comunità razzializzate che hanno scelto un programma radicale su casa, trasporti gratuiti e tassazione dei big del real estate.

Perché Mamdani? Perché ha parlato la lingua della vita quotidiana: affitti insostenibili, salario che non copre più il costo di un MetroCard, asili nido pubblici per chi non arriva a fine mese. Ha trasformato la rabbia in progetto, rispondendo ai colpi bassi – lo chiamavano “il musulmano socialista” per spaventare i moderati – con un sorriso porta-a-porta e 10mila volontari sul territorio. Nell’era degli algoritmi, la sinistra vince ancora bussando alle porte.