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Ultimo aggiornamento: 18:23

“Credo alla contaminazione involontaria. Il doping è lontanissimo dal suo carattere”. Anche Boris Becker si schiera accanto a Jannik Sinner, che a Parigi ha riconquistato la prima posizione nel ranking Atp, sul caso Clostebol di qualche mese fa. Il tre volte campione Wimbledon – intervistato dal Corriere della Sera – ha parlato del tema doping nel tennis, prendendo le difese dell’altoatesino: “Mi fido meno di giocatori che magari hanno avuto una sola, straordinaria stagione sul rosso o sembrano fenomenali per due-tre tornei. Cose così puzzano un po’. Ma Jannik è tra i migliori da anni”.

Con Sinner per il caso doping, con Sinner anche per la scelta di rinunciare alle finali di Coppa Davis: “Ho letto che si è alzato un polverone. Capisco che Nicola Pietrangeli disapprovi. Io la Davis l’ho vinta due volte, nell’88 e nell’89: l’anno seguente non la giocai. Avevo bisogno di una settimana extra di riposo e ritenevo di essermi speso a sufficienza per il mio Paese. Esattamente come Jannik”. Poi un concetto che soprattutto in Italia spesso si fatica a comprendere: Sinner è tra i volti più noti dello sport a livello mondiale e tra i più richiesti nel mondo: “Tutti lo vogliono. Lo invitano a Shanghai, a Riad, a Vienna”.