L’ultima audizione della commissione che indaga sulla scomparsa della cittadina vaticana Emanuela Orlandi ha visto come protagonista la giornalista Maria Antonietta Calabrò, autrice del libro Il trono e l’altare.

La pista finanziaria

La Calabrò ha proposto una lettura del caso collegata agli scandali finanziari che hanno segnato la storia recente del Vaticano. In particolare, Calabrò ha sottolineato che la sparizione avvenne un anno dopo il crack del Banco Ambrosiano e mentre erano in corso le indagini sull’attentato a Giovanni Paolo II da parte dell’ex terrorista Alì Agca. Tutto questo accadeva “durante gli accordi di Ginevra per il risarcimento dei creditori del Banco Ambrosiano tramite i fondi riservati della Segreteria di Stato” (fonte: Alanews). La giornalista ha inoltre evidenziato il periodo a partire dal 2012, segnato dal primo scandalo Vatileaks (la fuga di documenti riservati del Vaticano) e “dal secondo scandalo legato all’Istituto per le Opere di Religione, lo Ior, la banca Vaticana. È stato ricordato il rientro in Italia nel 2017 di circa un miliardo di euro provenienti dai conti Ior, chiusi in seguito alla convenzione fiscale tra Vaticano e Italia del 2015”. (fonte: Alanews) Calabrò ha invitato la Commissione a indagare sulle motivazioni della cosiddetta “pista di Londra”, emersa proprio nel 2017 e successivamente definita una falsa pista dalla stessa commissione di inchiesta.