Il Consiglio nazionale dei commercialisti invoca "una modifica anche sul trattamento fiscale dei dividendi percepiti dagli imprenditori e dalle società, o enti residenti che, nel testo in discussione, viene escluso dal perimetro della Pex per le partecipazioni inferiori al 10%".

E lo fa in audizione nelle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato oggi pomeriggio, in merito alla Legge di Bilancio.

Per i professionisti "la misura è del tutto asistematica e andrebbe espunta dalla manovra.

In subordine, andrebbe quanto meno ridotta sensibilmente la soglia al di sotto della quale scatta la tassazione integrale dei dividendi percepiti dai soci e, comunque, per non scoraggiare gli investimenti nel mercato dei capitali, andrebbero escluse dal nuovo regime le partecipazioni in società negoziate in mercati regolamentati".

A seguire, si reclama una "specifica disciplina per il trattamento ai fini del reddito di lavoro autonomo dei differenziali positivi derivanti dall'acquisizione di crediti di imposta che, tra l'altro, preveda la loro rilevanza soltanto per i crediti acquistati dal primo gennaio 2025, "superando così evidenti effetti distorsivi nella determinazione del reddito" e di una norma di interpretazione autentica sui contributi erogati a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 che chiarisca "che gli stessi non comportano alcuna limitazione al riporto delle perdite fiscali evitando una paradossale penalizzazione dei soggetti maggiormente incisi dall'emergenza pandemica".