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Dopo più di un secolo il messaggio scritto e affidato alle onde da un soldato australiano nel 1916 è tornato a riva, portando con sé una storia di determinazione e coraggio
Non era una bottiglia Schweppes come le altre, quella ritrovata dopo oltre un secolo su una remota spiaggia dell'Australia, nei pressi di Esperance, a settecento chilometri a sud di Perth. Dentro il vetro sbiadito, che porta tutti i segni del tempo, era custodito un messaggio affidato al destino in un lontano e venerabile passato: quello vergato da un soldato australiano che il 15 agosto 1916 decise di scrivere un pensiero per sua madre, prima di affidarlo al mare, mentre era a bordo del bastimento che lo avrebbe portato – attraverso due oceani – verso la guerra che si combatteva in Francia, a più di diecimila miglia da casa sua.
Un foglio semplice, scritto con una buona grafia, larga e ordinata, che riporta le parole gioviali di un soldato pronto a servire il suo Paese per la causa universale: "Cara mamma, tutto va bene. Il cibo finora è molto buono, con l'eccezione di un pasto...", scriveva Malcolm Alexander Neville, 28 anni, originario di una piccola cittadina del South Australia. E poi ancora: "Mi sto divertendo molto", "La cara vecchia Ballarat" – la nave che lo stava portando in Gran Bretagna e che sarebbe stata affondata da un siluro appena un anno dopo – "sta barcollando e rollando, ma noi siamo felici come Larry". Firmato: "Il tuo amato figlio Malcolm, da qualche parte in mare".






