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Ultimo aggiornamento: 13:47

“Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”. Quella di Carlo Nordio al Corriere della sera è una sorta di confessione inconsapevole: in una lunga intervista, il ministro della Giustizia ammette di fatto che il ddl costituzionale sulla separazione delle carriere serve a evitare inchieste e processi a carico della classe dirigente. La riforma, promette infatti, eviterà future “invasioni di campo“, facendo “recuperare alla politica il suo primato costituzionale, gli spazi che ha abbandonato in modo talvolta codardo” e sono stati “colmati” dai pubblici ministeri. E fa l’esempio del suo predecessore Clemente Mastella, che “fu indagato per accuse poi rivelatesi infondate” e si dimise da Guardasigilli facendo cadere il secondo governo Prodi. Un modo, insomma, per suggerire che con il nuovo assetto costituzionale di indagini sul governo non se ne vedranno più. Così il segretario dell’Associazione nazionale magistrati Rocco Maruotti può ironizzare: “Anche io, come il ministro Nordio, sono convinto che la riforma non c’entri nulla con la separazione delle carriere e serva invece alla politica per controllare la magistratura“, scrive sui social, postando il passaggio dell’intervista al Corriere accanto a un’altra affermazione del ministro, secondo cui la separazione “ha poco a che vedere con il transito” dalla funzione di giudice a quella di pm e viceversa.