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3 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:49
Dall’obiettivo Champions alla zona retrocessione. Zero vittorie in dieci partite. Addirittura ultima in classifica, se stasera il Genoa farà punti col Sassuolo. L’avvio di campionato della Fiorentina, il peggiore di sempre nella storia del club, è semplicemente un disastro che ha un nome e un cognome: Stefano Pioli. Si dirà, col senno di poi, che riprendere un allenatore che l’ultima volta (nemmeno troppo tempo fa: stagione 2018-2019) ti stava facendo retrocedere in Serie B, tendenzialmente non è mai una grande idea: chissà cosa passava per la testa a Commisso e Pradè. Ma la verità è che ci eravamo cascati un po’ tutti. Pensavamo che quest’anno, dopo le finali sotto Italiano e l’annata di transizione di Palladino, con un grande allenatore in panchina la Fiorentina potesse fare finalmente il salto di qualità, chissà magari addirittura conquistare la qualificazione in Champions o vincere un trofeo, insomma compiere quell’ultimo ma decisivo passetto che per un motivo o per l’altro le era sempre mancato negli ultimi anni. Con queste aspettative ed obiettivi era arrivato Pioli in estate. Ma appunto questo è il grande equivoco: Pioli non è, e non è mai stato, un grande allenatore.















