Milano, autunno 2020. L’arresto di Alberto Genovese, fondatore di Facile.it e volto di punta del tech italiano, segna un’epoca. L’imprenditore, 43 anni, viene accusato di aver drogato e violentato, con un mix di cocaina e ketamina, una modella di 18 anni nel suo superattico con vista Duomo, quello che tutti chiamavano “Terrazza sentimento”. Un luogo da sogno trasformato in un set da incubo. Da quel momento, l’appartamento diventa simbolo di un mondo scintillante e tossico: feste, cocaina, potere. Dietro l’immagine del successo digitale si rivela un abisso di abuso e dipendenza, in cui la libertà si confonde con la sopraffazione.

Seguendo il trend delle nuove serie incentrate sui fatti di cronaca italiana più oscuri, Netflix ha messo in lavorazione Terrazza sentimento, tre puntate sulla storia della doppia vita di Genovese che, nel suo attico, la sera attirava le vittime: tre puntate, in arrivo il 5 novembre, ideate e scritte da Alessandro Garramone con Davide Bandiera e Annalisa Reggi e con la direzione di Nicola Prosatore. La docu-serie intreccia testimonianze, immagini d’archivio e ricostruzioni digitali della casa, realizzate con l’Intelligenza artificiale.

Oggi Genovese, condannato in via definitiva a 6 anni, 11 mesi e 10 giorni per due casi di abusi sessuali – oltre alla modella 18enne, è stata coinvolta anche un'altra donna di 23 anni, che era ospite in una villa a Ibiza nel luglio precedente – e detenzione e cessione di stupefacenti lavora come volontario in un centro per donne vittime di violenza: esce dal carcere di Bollate (Milano) una volta alla settimana per prestare servizio presso l'associazione Wall of dolls, nell'ambito di un programma di giustizia riparativa, dopo aver dovuto affrontare un percorso di disintossicazione da cocaina.