Non sta trovando sostegno da Russia e Cina, ma neppure solidarietà dagli altri leader dell'America Latina. In Venezuela il destino del regime di Nicolás Maduro, al di là dei proclami rilanciati sui media di Stato, è sempre più in bilico. I Marines intanto si esercitano per lo sbarco. E anche tra le forze di opposizione, compresi coloro che sono fuggiti all'estero, c'è chi auspica un cambio di regime morbido, senza spargimento di sangue. Da mesi, da quando ha capito che Donald Trump sta facendo sul serio e intende agire con forza per contrastare il narcotraffico che parte e passa dal Venezuela, Maduro si sta muovendo per trovare una via di uscita. Prima di tutto ha tentato la strada della trattativa con gli Stati Uniti.

Lo ha confermato anche Donald Trump che ha raccontato di avere ricevuto l'offerta dello sfruttamento delle risorse naturali venezuelane in cambio di un accordo. Ne ha parlato anche la rete brasiliana O Globo che ha rivelato: il presidente Maduro starebbe avviando negoziati promettendo di «risolvere la questione della lotta al narcotraffico». Chiede in cambio garanzie per la continuità della partecipazione chavista alla guida del Paese, l'amnistia e un governo di transizione. Ha anche cercato sostegno dagli altri leader della regione. Senza riceverlo.