TREVISO - Con l’orecchio appoggiato ai binari che corrono accanto a via Cal di Breda per capire se il treno fosse in arrivo, esattamente come la scena di un vecchio film western quando i banditi o gli indiani preparavano l’assalto alla locomotiva. Solo che, in questo caso, non era finzione cinematografica ma pericolosissima realtà. E a rischiare la vita per una bravata sono stati due ragazzini di sedici anni, uno di Musile di Piave e uno trevigiano di Sant’Angelo, prontamente allontanati dai residenti e poi intercettati da una volante della Polizia e portati in questura.

Tutto è cominciato verso le 15 di ieri pomeriggio quando due 16enni sono stati visti da alcuni residenti di via Cal di Breda mentre scavalcavano la massicciata della ferrovia. Il primo ad avvistarli un uomo che in quel momento stava alla finestra di casa, poi una donna che abita a pochi metri di distanza. «Cosa state facendo?», ha detto l’uomo ad alta voce per farsi sentire. Uno dei due sedicenni si è voltato e quasi ridendo ha detto «Sentiamo se arriva il treno», portandosi la mano all’orecchio. Il compagno poi si sarebbe chinato sulle rotaie. In quel momento di treni, ovviamente, no ce n’erano. Ma il pericolo è stato evidente a tutti a parte i due ragazzini: in quel punto i convogli arrivano ad alta velocità e i tempi di frenata possono anche non essere sufficienti ad evitare la disgrazia. I residenti, allarmati, sono quindi usciti di casa invitando i ragazzi ad andarsene. Intanto partiva anche una telefonata alle forze dell’ordine. I ragazzini si sono messi a correre lungo le rotaie con due residenti dietro, paralleli a loro, dall’altra parte della massicciata nella zona sicura, che li scongiuravano di lasciare i binari e di mettersi al sicuro.