TREVISO - Si è sporta oltre la linea gialla del binario sei cadendo in avanti sulle rotaie proprio mentre il treno 16874 Belluno - Venezia (per Conegliano) stava ripartendo dalla stazione di Treviso in direzione sud. Il macchinista, che in quel momento stava accelerando, ha avuto i riflessi pronti e, nel vedere la donna avanzare, ha subito azionato il freno d’emergenza riuscendo a rallentare la vettura. La cinquantenne però era già troppo oltre la soglia della banchina e la vettura l’ha comunque travolta, ferendola gravemente agli arti inferiori davanti agli occhi di altri passeggeri. Soccorsa da medico e infermieri la donna ha riportato l’amputazione di metà di un piede, la frattura del bacino, nonché altre lesioni alla parte inferiore del torace. Rimasta cosciente dopo l’impatto, è stata soccorsa e trasferita in sala ortopedica e poi in terapia intensiva. Verrà sottoposta a operazioni chirurgiche ma non rischia la vita.
Il terribile episodio è avvenuto ieri mattina alle 8.40 e la dinamica della caduta non è ancora stata chiarita con certezza a causa dello stato di choc in cui si trova la donna: non è infatti chiaro se il suo sia stato un gesto volontario oppure un incidente vicino al margine della banchina. Quello che è sicuro, invece, è che con lei in quel momento a margine del binario sei non c’erano altri che possano averla spinta. Alla stazione ferroviaria sono intervenuti dopo la chiamata da parte di diversi pendolari, medico e infermieri del 118, assieme agli agenti della polizia ferroviaria, che indagheranno anche nelle prossime ore sul caso, visionando anche le immagini della videosorveglianza per avere un quadro preciso. L’intervento tempestivo dei soccorritori ha consentito di stabilizzare subito la cinquantenne, mentre sul posto venivano svolti gli accertamenti di rito. Una scena difficile da dimenticare anche per i pendolari presenti: per fortuna, non troppi. Tra di loro anche alcuni studenti, non sufficientemente vicini per assistere alle operazioni di soccorso. Le grida, però, le hanno sentite eccome.







