FREGONA (TREVISO) - Qualcuno sapeva del patrimonio accumulato da Germano De Luca negli anni d’oro della sua carriera da capocantiere. E sapeva anche della sua tragica morte, avvenuta alle 7.30 di mercoledì scorso in via Maggiore a Piavon di Oderzo, quando si è schiantato con la sua Hyundai Tucson contro un autobus di linea della Atvo colmo di studenti.
I ladri che nella notte tra giovedì e venerdì hanno forzato la porta della sua abitazione a Borgo Luca, una località isolata a qualche chilometro dal centro abitato di Fregona, non si sono fatti alcuno scrupolo a mettere a soqquadro la camera da letto del defunto, convinti di trovarvi un’eredità importante: contanti o gioielli che lui - come imposto dal Tribunale - non avrebbe potuto amministrare da solo. Così, mentre i parenti dell’85enne stanno organizzando il funerale, con la salma ancora in obitorio ma già libera dalle esigenze della Procura, è stata aperta un’altra indagine su un’eventuale eredità mancante.
Germano De Luca, ladri sfondano la porta d'ingresso della casa dell'85enne morto nell'incidente di Oderzo: saccheggiata la camera da letto
È stato un parente, il nipote Lino Pianca, a fare per primo la scoperta: arrivando sulla soglia dell’ingresso per recuperare alcuni abiti dell’anziano (che fossero adatti a vestirlo per il funerale) ha notato che il portone d’ingresso era stato forzato e che la porta era socchiusa. «Mi sono accorto subito che la casa di mio zio era stata forzata - spiega -. Ho aspettato una pattuglia dei carabinieri e sono entrato con loro. I malviventi hanno frugato dappertutto come se fossero convinti che mio zio avesse del denaro o dei beni preziosi. Ma io non credo che ne avesse».










