FREGONA - «Gli avevamo detto tante volte: lascia stare la macchina, curati e poi vedrai che se starai bene ti ridaranno la patente. Ma lui era troppo orgoglioso per ascoltare». Sono le parole del sindaco Giacomo De Luca, che da qualche anno era stato nominato d’ufficio amministratore di sostegno di Germano De Luca (con cui non è imparentato). Ieri mattina il primo cittadino è stato informato del fatto che l’ottantacinquenne, a bordo della sua Hyundai Tucson bianca, aveva provocato un gravissimo incidente stradale su via Maggiore, a Piavon di Oderzo. Sbandando, presumibilmente colpito da un malore, si è schiantato contro un autobus Atvo con cinquanta studenti a bordo, quindici dei quali sono rimasti feriti. E quando il sindaco l’ha saputo si è messo le mani tra i capelli, perché Germano non avrebbe potuto mettersi al volante della propria auto né di nessun’altra.

La sua patente era scaduta ad agosto e l’esito della visita medica a cui aveva dovuto sottoporsi era stato giudicato negativo: non c’erano i requisiti per convalidargliela. Il risultato dell’esame del 29 settembre gli era stato recapitato, ma lui non l’aveva accettato e aveva continuato a guidare imperterrito, confidando di affrontare di nuovo l’esame e superarlo. Scaduto anche il provvedimento di sospensione datato 15 ottobre scorso, il sindaco gli aveva anche tolto le chiavi della macchina, per precauzione. «Non le ho, le ho perse» aveva risposto lui. Poi, in qualche modo, erano saltate fuori, ma Germano ne aveva una seconda copia. Martedì, il giorno prima della tragedia, l’anziano aveva ricevuto a casa una lettera che lo avvisava della revoca della patente di guida. Eppure, lui ha continuato a guidare, fino al tragico epilogo, ieri, quando la sua vita ha finito per schiantarsi contro la corriera di linea.