ADRIA - Palazzo Tassoni passa dalle parole ai fatti contro gli inquilini morosi. Il Comune torna a far valere i propri diritti, intervenendo in primis su due situazioni ormai divenute simbolo di occupazioni senza titolo e di morosità prolungata. Due casi limite che, secondo gli uffici, rappresentano una situazione non più sostenibile, sia sotto il profilo economico che del rispetto della legalità. Dopo la delibera di giunta, atto con cui l'esecutivo Barbujani ha rilanciato il piano partito nel 2015 per il rilascio forzato ed il recupero dei crediti vantati, emergono due situazioni al limite dell'assurdo, due casi emblematici di occupazione "sine titulo".
Il primo riguarda un immobile ad uso abitativo occupato dal 2008 da un conduttore che, dopo anni di regolare contratto, è divenuto moroso. Già nel 2015 l'amministrazione comunale aveva promosso un'azione di sfratto e di recupero dei canoni non versati. Successivamente, nel 2019, attraverso un pignoramento presso terzi, l'amministrazione era riuscita a recuperare integralmente il credito maturato fino a quel momento. Tuttavia l'inquilino continua tuttora ad occupare l'abitazione senza alcun diritto o contratto valido. Dal 2019 inoltre ha maturato un nuovo debito nei confronti del Comune, non avendo più corrisposto l'affitto previsto.













