Vittorio Carlini

Da un lato dati trimestrali oltre le stime di consensus, con il titolo che però reagisce negativamente. Dall’altro il peso della divisione Productivity & Business Processes (Pbp), il quale negli ultimi anni è salito sempre più. Sono due tra le caratteristiche con cui può descriversi il recente mondo di Microsoft Corp -1,53%

. Due “condizioni” di cui una (la prima) è ben nota al mercato, mentre l’altra invece è – erroneamente – lasciata sullo sfondo.

Oggetto sociale

Per rendersene conto – con riferimento al secondo fronte – basta guardare la dinamica dell’incidenza delle diverse aree di business dell’azienda fondata da Bill Gates. Quest’ultima divide l’attività in tre grandi segmenti. Il primo, per l’appunto, è il Pbp. Qui sono compresi la piattaforma Microsoft 365 (che integra applicazioni quali Word, Excel, PowerPoint, Outlook e servizi cloud come Teams e OneDrive), Dynamics 365 e il social network LinkedIn. La seconda, invece, è il cosiddetto Intelligent Cloud (Ic). Cioè: la nuvola informatica e i servizi infrastrutturali per aziende. Ad essa vengono ricondotti: Azure, SQL Server e strumenti per gestione dati, sicurezza e Intelligenza artificiale (Ia). Infine – quale terza divisione – c’è il More Personal Computer (Mpc). Appannaggio dell’area in oggetto possono ricordarsi Windows, i dispositivi Surface, Xbox (videogiochi), Bing (motore di ricerca) e la pubblicità associata, oltre ai servizi per produttori di hardware. Insomma: le tre divisioni rappresentano rispettivamente la produttività software (legata in particolare alle aziende), il cloud e l’ambito consumer di Microsoft.