Infuria la battaglia sul fronte orientale dell'Ucraina, dove la Russia continua ad avanzare soprattutto a Pokrovsk, e dove gli ucraini provano a tenere le difese per evitare la capitolazione dell'ennesima roccaforte del Donetsk.

Anche a Kupyansk, nel Kharkiv, le truppe russe rivendicano di aver respinto un tentativo ucraino di rompere un accerchiamento che Kiev continua a smentire. L'obiettivo di Mosca si legge tra le righe delle dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: al momento, "non c'è bisogno di un incontro urgente tra Vladimir Putin e Donald Trump". Invece - afferma - "è necessario invece un lavoro molto scrupoloso sulle questioni dell'accordo sull'Ucraina". E in questo lavoro, partire dalla posizione più vantaggiosa possibile sul terreno significherebbe per Mosca una leva più forte sulle concessioni ucraine per ottenere il cessate il fuoco.

Voldymyr Zelensky sprona le sue truppe a resistere e su X fa un annuncio che potrebbe, se non cambiare, incidere molto sul corso del conflitto: da Berlino sono arrivati i tanto attesi missili Patriot. "Ringrazio la Germania e personalmente il cancelliere tedesco Friedrich Merz per questo passo comune per proteggere la vita umana dal terrore russo. Ora gli accordi sulla difesa aerea sono stati attuati", scrive il leader di Kiev, spiegando che vanno avanti i negoziati per "ulteriori passi".