Si combatte a Pokrovsk, in Ucraina.

Mentre Mosca tenta l'affondo definitivo per il controllo dell'importante roccaforte, le forze speciali del Gur, l'intelligence militare di Kiev, hanno lanciato una controffensiva per rompere l'assedio. E nel frattempo, a Berlino venerdì sera è tornato l'allarme droni con l'aeroporto della città paralizzato per un paio d'ore e tutti i voli sospesi. La battaglia intorno alla città dell'Ucraina orientale infuria. I russi hanno comunicato di aver "neutralizzato" il commando delle forze ucraine e di aver sventato ulteriori "sette attacchi nemici intrapresi per sfuggire all'accerchiamento".

"La controffensiva è stata sventata, iniziano ad arrendersi", ha assicurato il ministero della Difesa russo, parlando di undici soldati ucraini uccisi, tutti sbarcati da un elicottero a un chilometro da Pokrovsk. Notizie, queste, subito bollate come "propaganda degli occupanti" da parte delle forze armate ucraine, che ribadiscono come le proprie truppe stiano tuttora operando nella città seppure in una situazione complicata: "I nostri soldati - si spiega - devono contenere la pressione di diverse migliaia di uomini, un gruppo che continua a tentare di infiltrarsi nelle zone residenziali e di interrompere le nostre vie di rifornimento. Ma continuiamo a combattere, nessun accerchiamento". Intanto Kiev riferisce anche di aver colpito un oleodotto vicino Mosca, un'arteria indispensabile per il rifornimento delle truppe russe al fronte. Mentre l'Aiea si dice preoccupata dalla notizia in base alla quale sarebbe stata ulteriormente danneggiata la linea elettrica di alimentazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia.