Dilaga senza più freni la tempesta di fango alimentata dalle rivelazioni sugli scandali che per anni hanno coinvolto Andrea Mountbatten-Windsor, terzogenito della scomparsa regina Elisabetta II e fratello minore di re Carlo III: bufera che la monarchia britannica cerca di allontanare per quanto possibile da sé, con la definitiva messa al bando (a scoppio ritardato) del reprobo, ma su cui i riflettori dei media non accennano a spegnersi, a colpi di scoperchiamenti di segreti, sospetti o dettagli rimasti troppo a lungo fuori fuoco.
Privato del titolo di principe nei giorni scorsi dallo stesso Carlo, con un editto senza precedenti in epoca moderna, il 65enne Andrea resta nel mirino di ulteriori divulgazioni mediatiche imbarazzanti sui suoi (ben noti) legami con il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein e con altre figure di dubbia reputazione.
Frequentazioni che coinvolgono la sua ex moglie, Sarah Ferguson, e rischiano di minacciare ormai la posizione delle loro due figlie, Beatrice ed Eugenie, per ora risparmiate dall'umiliante revoca dei titoli di principesse. Mentre qualche spettro si allunga pure sull'immagine e sul futuro tout court della monarchia, mossasi con decisione solo tardivamente e quasi obtorto collo (rispetto agli umori popolari) per prendere davvero le distanze da un uomo che sulla carta rimane per ora ottavo nelle linea di successione alla corona.









